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Tunisia. Assemblea Costituente in luglio |
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venerdì 04 marzo 2011 |
 L’annuncio tanto atteso è finalmente arrivato ieri sera. In un discorso pronunciato sui canali televisivi nazionali, il Presidente ad interim tunisino Fouad Mebazaâ ha annunciato che Domenica 24 luglio 2011 si terranno libere elezioni per scegliere l’Assemblea Nazionale Costituente che dovrà redigere una nuova Costituzione. L’attuale, infatti, alla luce della rivoluzione di gennaio, non soddisfa le aspirazioni del popolo; la Carta, è stata stravolta dai numerosi emendamenti apportati da Ben Ali che hanno impedito una vera vita democratica nel Paese e costituiscono un ostacolo alla organizzazione di elezioni trasparenti ed alla creazione di un clima politico in cui ognuno goda di uguaglianza e libertà.
L’Assemblea Costituente è il primo scalino per la costruzione di una nuova architettura repubblicana che darà alla Tunisia un nuovo periodo, restituendo la piena sovranità al popolo con un sistema politico che rompa in maniera irreversibile con il regime decaduto e dia legittimazione popolare. La tabella di marcia dello stato di avanzamento del processo elettorale vedrà la continuità del governo attuale la cui composizione sarà annunciata dal Primo Ministro Beji Caid Essebsi.
Il governo provvisorio concluderà la sua missione con l’elezione della Costituente. La commissione sulle riforme politiche e la transizione democratica sarà responsabile dell’organizzazione delle elezioni ed opererà in sintonia con i vari partiti politici e i rappresentanti della società civile, a Tunisi e nelle restanti regioni del Paese.
“Con l’elezione dell’assemblea costituente” ha concluso il Presidente “costruiremo il futuro della Tunisia, fatto di libertà e dignità”.
Nel suo discorso, Mebazaa ha ricordato il periodo difficile ed eccezionale che la Tunisia sta attraversando ma che esso è destinato finire a breve in considerazione del miglioramento della situazione di sicurezza grazie agli sforzi congiunti delle forze armate, della polizia e dei cittadini.
Condannando i tentativi di alcuni di seminare il terrore per compromettere la transizione pacifica verso la democrazia e la civiltà, il Presidente ha richiamato i tunisini ad un maggiore senso di responsabilità, invitandoli ad abbandonare per ora le rivendicazioni personali e a riprendere le attività lavorative. Ha poi parlato della situazione alla frontiera con la Libia, esprimendo solidarietà ai confratelli magrebini ed impegnandosi ad aiutarli a rientrare nel loro paese d’origine.
Il Presidente, infine, ha detto che in considerazione delle elezioni di luglio, per ora non si dimetterà e proseguirà il suo mandato fino a quella data.
di Giuseppe Favilla
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