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Tra Parma e Tunisia un ponte economico |
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venerdì 14 novembre 2008 |
 Parma-Tunisia, relazioni in costruzione. Se la comunità tunisina è
la terza per presenze nel nostro territorio, è partito da alcuni
mesi un progetto di collaborazione tra la Provincia di Parma e
funzionari del governo e dei servizi per il lavoro della Tunisia.
Scopo del partenariato “Mesure. Migration en sécurité”, finanziato
dalla Comunità europea, è di creare una rete di collaborazione
strutturata tra centri d’impiego e strutture per l’inserimento
lavorativo in Italia e Tunisia, con uno sguardo che si ampli anche
ad altri paesi dell’area maghrebina.
L’ambizione è di sperimentare uno scambio di banche dati per
ricercare professionalità e competenze in entrambi i Paesi,
attraverso la mediazione continua di operatori formati dei
rispettivi centri d’impiego. Insieme a Parma, il progetto coinvolge
le province di La Spezia e Ragusa. Nei mesi scorsi è stata condotta
una ricerca sulle professionalità più ricercate nella nostra
provincia e in quali settori sono maggiormente coinvolte persone
tunisine. I risultati di questa indagine verranno presentati a
Tunisi in un seminario che si svolgerà dal 15 al 17 dicembre.
Seguiranno incontri di presentazione anche a Parma e la diffusione
di un vademecum realizzato dalla Provincia insieme alla Prefettura
con le informazioni su legislazione e modalità per un’immigrazione
regolare in Italia. Come sottolinea Mauela Amoretti “informare
seriamente le persone migranti della realtà che incontreranno è
fondamentale per non partire alla cieca. Ed è anche importante
poter far capire ai nostri imprenditori quali professionalità
ricercare nei paesi esteri”.
In questi giorni nella nostra città, Abdessalem Nagazi, presidente
dell’associazione maghrebina per lo sviluppo delle risorse umane,
Mustapha Nasraoui, rettore dell’università di Jendouba e Momal, e
Belgacem Saula, responsabile dell’associazione che rappresenta il
ministero tunisino dell’impiego, hanno auspicato uno scambio di
delegazioni tra rappresentanti dell’università di Parma e delle
università tunisine, mentre il vicepresidente provinciale Pier
Luigi Ferrari ha chiesto che l’ateneo parmense organizzi un
incontro nei prossimi mesi su questi fronti.
Fonte: La Repubblica (06/11/2008)
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