Clima :
Riuniti in Turchia 800 ricercatori di 35 paesi per mettere a punto una
strategia di ricerca comune. Il tratto di mare compreso tra la Sicilia
e la Tunisia, che divide il Mediterraneo orientale da quello
occidentale, al centro del quale si trova Pantelleria, secondo gli
studiosi, è la cartina di tornasole di tutto quello che accade nel Mare
Nostrum, anche sul fronte della biodiversità.
Mediterraneo più caldo, non solo in superficie. Il trend parla di
costante aumento delle temperature profonde. La variazione è
nell'ordine di centesimi di grado ma basta per dire che qualcosa sta
accadendo.
E il 2004 ha avuto il picco più consistente degli ultimi 10 anni. La
prova nel Canale di Sicilia, che, è stato scoperto, è il termometro e
il test dei cambiamenti per tutto il Mediterraneo. Ad annunciarlo il
coordinatore scientifico dell'Istituto centrale per la ricerca
applicata al mare (Icram), Silvio Greco, in questi giorni a Istanbul
per partecipare, come rappresentante scientifico del Governo italiano,
al 38/o Congresso della Commissione Internazionale per l'esplorazione
scientifica del Mediterraneo (Ciesm).
"Il Canale di Sicilia è il motore del
Mediterraneo. Tutti i cambiamenti avvengono prima qui. Ecco perché deve
essere sempre tenuto sotto costante controllo". A partire dalla
temperatura dell'acqua. "La scorsa estate - ha riferito l' esperto - è
nel Canale di Sicilia che si sono registrati di notte i 30 gradi
dell'acqua superficiale, uno dei picchi più elevati dell'ultimo secolo
e ci sono i segnali che indicano un innalzamento
di temperature anche nelle acque profonde". "Stiamo ancora raccogliendo
i dati. I primi disponibili parlano di un trend in costante aumento con
un picco nel 2004. L'ordine è nei centesimi di grado ma sono già
troppi. Normalmente infatti - ha spiegato l'esperto - queste sono
temperature che non si modificano". Mentre infatti la temperatura
superficiale può far parte di meccanismi transitori, il cambio delle
acque profonde determina conseguenze su tutta la struttura
oceanografica del bacino. Ma, oltre alla colonnina di mercurio, sono
stati osservati anche i "sintomi" di questo innalzamento profondo di
temperatura, composizione chimica, struttura della colonna d'acqua,
organismi. "Sarà una coincidenza ma è interessante notare come nel 2004, l'anno del picco per il riscaldamento delle
acque profonde, è coinciso con il boom di avvistamenti di balene".
Proprio
il Canale di Sicilia è considerato anche uno snodo strategico sul
fronte biodiversità con la massiccia presenza di specie a rischio e
protette, dalle balene, ai delfini agli squali. Da qui la necessità di proseguire con la sorveglianza sullo Stretto,
pensando anche alla proposta del WWF di creare un Santuario, e, per il
Mediterraneo, di avviare una cooperazione internazionale. Il Mare
Nostrum è lo 0,8% dei mari del Pianeta ma contiene ben il 9% della
biodiversità mondiale e detiene, però, il 30% del traffico marittimo
(38 milligrammi di catrame pelagico per metro quadrato rispetto agli
0,2 milligrammi del Giappone). Oltre 1.000 le specie di pesci e
molluschi conosciute.
|