Presto nasceranno un centinaio di pulcini.
Muovono le lunghe zampe con sicurezza infilando i becchi nel terriccio fangoso. Poi, come attratti da un richiamo invisibile, spiegano le grandi ali dal piumaggio rosa e si sollevano in volo increspando la superficie delle acque calme della splendida Valle Dogà, per poi posarsi di nuovo con una planata elegante. I fenicotteri rosa sono tornati a casa come ogni primavera da qualche anno a questa parte. E come l’anno scorso, i duemila esemplari che hanno scelto la valle jesolana per deporre le uova dopo aver svernato nell’altro capo del mar Mediterraneo, nei pressi del golfo di Gabes in Tunisia, si stanno preparando a creare i nidi dove tra meno di un mese nasceranno i pulcini.
«E’ presto per fare previsioni, ma se tutto andrà per il verso
giusto dovremmo poter assistere alla nascita di un centinaio di
pulcini – spiega Giuseppe Cherubini, coordinatore tecnico per la
valorizzazione ambientale della Provincia di Venezia –. Poi i
piccoli rimarranno nella valle protetti dagli adulti per qualche
settimana ancora e, quando cambieranno il piumaggio saranno pronti a
volare verso la Tunisia per il periodo autunnale». Tra i duemila
fenicotteri arrivati in questi giorni, almeno 22 sono veneziani: sono
i primi nati l’anno scorso proprio in valle Dogà dopo quasi un
centinaio d’anni. «Le coppie di fenicotteri depongono un solo uovo
all’anno – continua Cherubini – quindi gli esemplari adulti stanno
molto attenti alla zona in cui nidificano. Basta la presenza di un
solo predatore terrestre per fare una strage di pulcini».
L’anno scorso avevano scelto di nidificare nella laguna 173 coppie
di fenicottero. E come l’anno scorso i fenicotteri stanno creando i
nidi con la vegetazione e il terriccio sugli isolotti di fango per
preparare una specie di asilo protetto, dove i pulcini impareranno
dagli adulti l’arte del volo. «Il ritorno dei fenicotteri non è un
evento inaspettato – sottolinea Gianni Zacchello, la cui famiglia è
proprietaria di valle Dogà – ma si tratta della conferma che
l’ambiente della laguna nord è pulito e curato in maniera
eccellente». Zacchello ci tiene a sottolineare che i fenicotteri sono
animali selettivi e fanno diversi sopralluoghi prima di scegliere un
posto dove deporre le uova. «Era da quattro-cinque anni che tornavano
in valle Dogà – continua – ed evidentemente l’hanno trovata di loro
gradimento perché è il secondo anno di fila che decidono di
nidificare». E c’è di che essere orgogliosi se, stando alle statistiche
della Provincia di Venezia, negli ultimi duecento anni nella laguna
erano stati avvistati solo 27 esemplari. La specie classificata da
Linneo nel 1758 ha ripreso a farsi vedere in terra veneziana solo
nell’ultimo periodo.
«E’ grazie allo sforzo dei privati che curano le valli della laguna
– spiega l’assessore provinciale con delega alla Caccia e pesca, Luigi
Solimini – se gli avvistamenti si sono moltiplicati in maniera
esponenziale, superando i tremila esemplari e facendo della laguna nord
di Venezia uno dei pochi posti in Italia dove è possibile osservare
questi uccelli nidificare». Uccelli che fino a due anni fa avevano
nidificato solo nello stagno di Molentargius a Cagliari, nella laguna
di Orbetello a Grosseto, nelle valli di Comacchio a Ravenna e nelle
saline Margherita di Savoia a Foggia. Ma non sono solo i fenicotteri a
rendere particolare la laguna veneziana che si è rivelata essere
l’habitat naturale dell’airone rosso, al punto che quasi il 50% degli
esemplari italiani ha deciso di trasferirsi nella provincia di
Venezia. A tenere compagnia agli aironi e ai fenicotteri sono
arrivati anche il marangone minore e il beccapesce.
Alessio Antonini
Fonte : Corriere del Veneto
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