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Sei in : Home arrow Notizie arrow Forum Economico Italia-Tunisia: Puntare sul partenariato forte e un ruolo primario dell’impresa
07 feb 2007
Forum Economico Italia-Tunisia: Puntare sul partenariato forte e un ruolo primario dell’impresa PDF Stampa E-mail
giovedì 08 febbraio 2007
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thumb_forum_italia_tunisiaLa maggiore missione imprenditoriale italiana mai organizzata nel Sud del Mediterraneo è stata quella tenutasi in Tunisia dal 21 al 23 gennaio 2007 con la partecipazione di 230 imprese italiane per più di 1100 incontri bilaterali con circa 400 aziende tunisine. Obiettivo è stato quello di intensificare i rapporti industriali e commerciali tra i due  Paesi   e  di rafforzare il partenariato economico per affrontare insieme le sfide della mondializzazione.

Accompagnare le PMI delle due parti nel loro processo di internazionalizzazione è stata la parola d’ordine durante il Forum, tenutasi nella giornata del 22 gennaio e organizzato dal Ministero del Commercio Internazionale, UTICA, Confindustria e Confindustria Vicenza, ICE e ABI (Associazione Bancaria Italiana). Infatti questa è stata l’indicazione ricordata più volte dai politici italiani e tunisini durante la seduta inaugurale. Lo ha sottolineato prima Giuseppe Morandini, vice presidente della Confindustria,  che ha tenuto a ricordare come si debba  “cogliere ogni opportunità di partenariato e accompagnare gli investitori tunisini e italiani nel loro processo di internazionaliz-zazione, cose che cerca di fare la Confindustria”.Dallo stesso avviso è stato Mauro Agostini, segretario di Stato al Commercio Internazionale, rilevando che “sino adesso le imprese italiane hanno lavorato duro e da sole per mandare avanti il “Made in Italy” ma che oggi c’è bisogno di garantire loro migliori condizioni per andare all’incontro con i nuovi mercati”. In questo senso Agostini punta sulle opportunità che offre la Tunisia, “Paese aperto agli investitori e partner privilegiato che potrebbe servire come ponte verso i mercati dell’Africa e del Golfo”. Confermando questa visione il ministro tunisino per lo Sviluppo e la Cooperazione  Internazionale, Mohamed Nouri Jouini, ha fatto notare che da qualche anno il Paese ha lanciato una serie di riforme per preparasi all’apertura verso l’economia mondiale e all’integrazione nello spazio euro-mediterraneo, il che rappresenta un scelta strategica. L’Italia, partner tradizionale della Tunisia, è più che mai sollecitata a partecipare a questo sforzo che permetterà di creare nuove ricchezze per entrambe le parti.Hédi Djilani, presidente dell’UTICA, ha indicato, quanto a lui, la necessità, oggi più che mai, di unirsi per affrontare la grande concorrenza sui mercati internazionali. Secondo lui “l’Italia e la Tunisia non devono essere nemici perché i veri nemici sono le nuove potenze economiche come la Cina, l’India e l’America (quella del Nord e quella del Sud unite). Perciò si deve lavorare insieme duramente affinché il nostro futuro sia il miglior possibile”.Passando poi a livello pratico, sono stati discussi i modi e gli incoraggiamenti da offrire alle imprese tunisine e italiane per facilitare le loro attività di cooperazione, di produzione e di esportazione.  A questo punto è intervenuto Massimo Mambretti, direttore dell’ICE, che ha rinnovato l’impegno dell’Istituto per il Commercio Estero ad accompagnare gli imprenditori nella sfida dell’internazionalizzazione, aiutando loro a individuare i settori più promettenti nel Paese e presentando tutti i servizi necessari per l’insediamento dell’azienda e la conoscenza dell’ambiente economico locale. Da parte loro, Ferid Tounsi, presidente del CEPEX (Centro per la Promozione delle Esportazioni) e Mongia Khemiri, direttrice della FIPA (Agenzia per la Promozione dell’Investimento Estero) hanno cercato nei loro interventi di riassumere la situazione economica del Paese con i vantaggi comparativi che offre agli investitori esteri e i settori più promettenti come l’agroalimentare, l’industria dell’elettro-meccanica, il settore energetico, il tessile/abbigliamento, le calzature e cuoio, l’infrastruttura, l’ambiente e i servizi.Hanno ricordato anche che l’Italia è il secondo partner economico della Tunisia ed il terzo sul piano turistico con 500.000 turisti italiani all’anno. Il Paese accoglie più di 600 imprese italiane, per la maggior parte Off-Shore, che offrono 48.000 posti di lavoro. Nel 2006 le esportazioni tunisine verso l’Italia hanno raggiunto il 22%, quanto alle importazioni sono pari al 18.6% con un aumento dal 3% al 4%.Giovanni De Sensi, vice-presidente dell’ABI, ha scelto di relazionare sulla questione del finanziamento delle imprese soprattutto di fronte alla scarsa presenza delle banche italiane in Tunisia. Ci sono attualmente tre gruppi bancari: Monte dei Paschi di Siena, Banca di Roma e Banca Intesa. De Sensi ha sottolineato la necessità di accompagnare finanziariamente le aziende nella sfida della delocalizzazione. Per questo sia le banche italiane che quelle tunisine sono state invitate a partecipare a tale sforzo tramite degli accordi misti. Il vice-presidente dell’ABI ha citato l’esempio della Banca Nazionale del Lavoro che ha aperto recentemente 5 sportelli in Tunisia.Va ricordato che durante il Forum erano presenti 15 banche rappresentate attraverso i loro desk per portare assistenza alle imprese.E’ stato poi Massimo Calearo,  presidente di Confindustria Vicenza, a prendere la parola per ultimo presentando la Guida Paese sulla Tunisia che la sua associazione ha preparato in collaborazione con l’Assafrica e Mediterraneo (Associazione per i rapporti economico con Africa, Mediterraneo e Medio Oriente). Ci tratta di un Cd, indirizzato alle imprese italiane che contiene informazioni utili sul quadro giuridico in Tunisia, il sistema fiscale e bancario, i settori promettenti e i vantaggi offerti agli investitori stranieri.La Confindustria di Vicenza ha colto l’occasione del Forum anche per firmare un accordo di cooperazione con l’UTICA di Sousse.  Prima ancora che si concludesse la seduta inaugurale è intervenuto Vittorio Craxi, Sottosegretario agli Affari Esteri con delega ai rapporti con l’ONU, per presentare ai partecipanti la candidatura della città di Milano all’organizzazione dell’Exposizione Universale nel 2015, richiedendo il sostegno attivo della Tunisia. E’ stato anche proiettato un video realizzato dal Comune di Milano.Si è poi passati dopo ai seminari settoriali gestiti da esperti e responsabili economici su 5 temi: Strumenti finanziari per il mercato tunisino ; Tessile, abbigliamento, cuoio, calzature e oreficeria ; Meccanica, plastica, pezzi di ricambio e Hi Tech ; Agroalimentare; Infrastrutture.E’ stata inoltre organizzata un conferenza stampa durante la quale  Agostini ha fatto notare che, parallelamente allo sforzo di accompagnamento dell'internazionalizzazione delle imprese in Tunisia, bisogna anche investire nel miglioramento delle infrastrutture, soprattutto quelle portuarie, mirando alla creazione di una situazione di network tra i due Paese che permetterà loro, in futuro, di “intercettare i flussi di investimento nel Mediterraneo”.

Il Forum è terminato con gli incontri bilaterali del pomeriggio. Il giorno 23 gennaio è stato invece dedicato alle visite guidate  al Tecnopolo di Sousse, alla zona industriale d’Enfidha e al Centro Tecnico del Tessile (CETTEX) a Tunisi.

Hanene Zbiss (Il corriere di Tunisi) 
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  Da sinistra a destra:S.E Arturo Olivieri, il Sottosegretario Mauro Agostini, il Presidente dell'UTICA Hédi Djilani, il vice presidente della Confindustria Giuseppe Morandini, Il ministro tunisino della Cooperazione Internazionale, Mohamed Nouri Jouini
 
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Commenti
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Anna  - Convincere!   |17-03-2011 12:27:49
Occore insistere insistere insistere con le agenzie turistiche e le
compagnie di crociera italiane perchè a mio parere ogni giorno che passa è
un giorno in meno per l'economia tunisina. Qui in Italia non vedo quella
grande solidarietà e comprensione nei confronti dei giovani e
già dipendenti tunisini che hanno sempre lavorato in Tunisia grazie ai
Tour Operator italiani. Purtroppo leggo che le crociere non hanno
programmato per quest'anno alcun scalo a La Goulette! Agenzie italiane
hanno preferito cancellare le mete del NordAfrica (è comprensibile ma non
giustificabile la scusante per l'attuale situazione libica): Si sta
creando disagio economico alle guide turistiche, ai
negozi tradizionali e non... cosa che ho letto non succede ai turisti
britannici e timidamente a quelli francesi che proprio oggi arriverano in
terra tunisina.
(n.b.: non ho cliccato sul "mi piace" solamente per
poter pubblicare chiaramente le vostre pagine su FB!)
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