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domenica 07 settembre 2008
Sei in : Home arrow Turismo arrow La Tunisia meta turistica-archeologica
06 giu 2007
La Tunisia meta turistica-archeologica PDF Stampa E-mail
mercoledì 06 giugno 2007
cart_mini.jpg Per chi vi giunge in nave la vista della prima costa africana riecheggia un qualcosa di magico, di antico: una terra rossiccia che si erge nel mare, adagiata su di esso come la chioma di una donna.

Al di là del Mare Nostrum sorge il regno di Numidia, patria di Giugurta, oggi attuale Tunisia.

Terra soleggiata ma dal clima mediterraneo, simile nella vegetazione e nel paesaggio alle verdi vallate siciliane coltivate ad ulivi.
Per chi vi giunge in nave la vista della prima costa africana riecheggia un qualcosa di magico, di antico: una terra rossiccia che si erge nel mare, adagiata su di esso come la chioma di una donna.
“Cartago delenda est” dicevano i romani. E proprio non lasciarono nulla di quella che in origine era la città fondata da Didone, dove Enea passò prima di fondare la città eterna.

cartagine.jpgCartagine

 
Sembra quasi di vederli: Enea e la regina di Cartagine, immersi nella luce mitica dei versi virgiliani! Oggi, di Cartagine non resta quasi nulla. Di essa, infatti, distrutta prima dai romani e poi dall’invasione vandala, si possono ammirare le terme di Antonino, una basilica a tre navate, il foro e numerose colonne e copiosi vasi scampati alla distruzione. Tutti resti adagiati sull’antico porto, dal quale sembra da un momento all’altro arrivare la nave di Enea.
Il visitatore, specie se italiano, si trova innanzi ad essa quasi esterrefatto, curioso e affascinato, cosciente nel cuore e nella mente della memoria storica e letteraria che tali rovine posseggono.
I copiosi mosaici del tempo della colonizzazione latina non si trovano più li, ma si possono ammirare nel famoso museo del Bardo, a Tunisi, palazzo regale dalle decorazioni e dalle volte ottocentesche.



mosaici.jpgUno dei mosaici cartaginesi presenti al Bardo.

 
Compagno di viaggio di Enea, lettore attento delle pagine del Bellum Iugurtinum di Sallustio, il nostro è un viaggio fra la storia occidentale e la cultura orientale di tale terra.
Tunisi, la capitale, presenta tratti orientali e tratti occidentali. Nella storica medina possono cogliersi ancora i gesti di un commercio basato sull’arte del “contrattare”, arte meticolosa, dialettica e paziente esercitata con cura dai tunisiani, intenti a lavorare i famosi ori e i celeberrimi argenti di Tunisi.
Nella moschea, dal cui minareto il muezzin invita i fedeli alla preghiera, le piccole decorazioni arabe spiccano fra archi e ghirigori, piastrelle decorate e tegole luccicanti, che esprimono la loro lineare armonia.
Minareto della moschea di Tunisi.
 
Particolarissime le grate che proteggono le aperture delle abitazioni: si intersecano, formano disegni, rappresentazioni floreali, tutte tondeggianti, azzurre, atte a creare un grazioso contrasto con le facciate bianchissime.
In ogni abitazione, di solito a due piani, almeno un elemento arabeggiante: una decorazione, una bifora, semplicemente un arco.
Ma Tunisi non è solo questo: c’è anche la parte nuova, quella più simile all’Occidente, quella fatta di grattacieli e multinazionali.
Attorno alla capitale tunisina una serie di paesini fanno assaporare la vita cittadina fatta di negozietti, caffé arabi nei quali si può gustare un delizioso the verde con pinoli, in cui i tunisini fumano i narghilé. Fra essi si può ricordare: La Marsa, Gammarth, Hamamed.
Proprio in quest’ultima città, in cui riposa Bettino Craxi, è famosa per la sua fortezza sul mare, entro le cui mura si trova la medina.
Lì per una donna si aprono le trattative, per chi la voglia “comprare a suon di cammelli”. È, infatti, tradizione diffusa in quei luoghi, offrire un certo numero di cammelli al padre della promessa sposa per ottenerne la mano. Sconosciuta, ma degna di essere visitata la città di Dougga. Si tratta di un sito archeologico, a due ore da Tunisi, quasi integro. È possibile entrare nelle case, visitare il tempio di Giove, il teatro, le terme, il foro, come se lì il tempo non fosse mai trascorso.

Anche dal punto di vista culinario meritano di essere citata la bontà dei datteri e del cuscus!

 tempio.jpg
























Un particolare del tempio di Giove a Dougga.
autore: Angela Allegria

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