sabato 22 novembre 2008
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Salute e benessere
Il bambino non dorme?
| Il bambino non dorme? |
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| lunedì 22 gennaio 2007 | |
Nell’infanzia, i bambini presentano frequentemente difficoltà durante il sonno, come problemi nell’addormentamento e risvegli notturni. Ma cosa fare se il bambino non dorme? E in quali casi si può parlare di un disturbo?
Cosa devo fare se il mio bambino non dorme? “Mio figlio di 18 mesi piange spesso prima di addormentarsi e si sveglia durante la notte… io non capisco perché fa così, cosa devo fare?”. È questo uno dei dubbi classici di una mamma.Nell’infanzia, i bambini presentano frequentemente difficoltà durante il sonno, come problemi nell’addormentamento e risvegli notturni. Ed è proprio durante il passaggio tra la veglia e il sonno, situazione che comporta per il bambino la necessità di lasciarsi andare e di rimanere da solo nel proprio letto, che normalmente emergono ansie e paure. Spesso, per questo, i bambini piangono quando arriva l’ora di dormire. Tali problemi, appena si manifestano, possono essere facilmente risolti dai genitori, utilizzando il conforto e la rassicurazione. Raccontare una favola al bambino oppure offrirgli un bicchiere d’acqua, per esempio, rappresentano utili strategie per rendere più facile il passaggio tra la veglia e il sonno. Inoltre i genitori, prima di mettere a letto il figlio, possono adottare una serie di comportamenti come preparare la stanza del bambino per la notte, spegnere la luce centrale, accendere una lampada più piccola; questi comportamenti, se costanti e ripetuti nel tempo, tranquillizzano il bambino nella fase dell’addormentamento. Invece, la mancanza di regole sugli orari e le modalità del sonno, come permettere al bambino di addormentarsi sempre ad orari diversi e in luoghi differenti della casa (divano, letto dei genitori), potrebbe facilitare l’insorgenza di disturbi del sonno. In quali casi si può parlare di un disturbo del sonno?“Mia figlia di 24 mesi non vuole assolutamente dormire nella sua stanza: piange tutte le sere e riesco a calmarla solo se la lascio dormire nel letto tra me e mia moglie: è una situazione normale o c’è qualche problema?”.Nei primi cinque anni di vita il sonno può essere problematico e possono presentarsi “turbe transitorie”, che rappresentano un disagio passeggero, che si risolve in tempi rapidi e non modifica le attività quotidiane del bambino e dei genitori. Sono frequenti fasi transitorie in cui il bambino chiede insistentemente ai genitori di dormire nel letto con loro; se i genitori non accolgono la richiesta del bambino e lo accompagnano ogni sera nella sua stanza, rimanendogli vicino prima che si addormenti (per esempio raccontando una favola o cantando), le richieste del figlio tenderanno spontaneamente a diminuire. In queste situazioni è, quindi, sufficiente che i genitori introducano una serie di comportamenti per regolarizzare la durata del sonno del bambino (per esempio addormentare e svegliare il figlio sempre alla stessa ora) e per rendere più facile il passaggio tra la veglia e il sonno (per esempio accompagnare il bambino nella sua stanza e sistemargli le coperte). I “disturbi” del sonno, invece, hanno una durata di diversi mesi e causano disagi in vari ambiti di vita sia del bambino (per esempio, eccessiva sonnolenza durante il giorno nelle attività scolastiche e nel tempo libero) sia dei genitori (per esempio, intensa stanchezza diurna dovuta ai pianti frequenti del bambino durante la notte). In queste situazioni, specialmente se il comportamento problematico del bambino non cambia, siamo in presenza di un disturbo del sonno (è il caso, per esempio, di un bambino che per più di tre mesi dorme poche ore per notte esclusivamente nel letto dei genitori). Quando dobbiamo rivolgerci ad uno specialista?I disturbi del sonno che si manifestano nell’infanzia possono essere causati da modifiche passeggere dell’ambiente di vita del bambino, come un cambiamento di abitazione, un periodo di elevato stress per i genitori, l’inserimento all’asilo nido. In questi casi, se il problema è presente da circa un mese, può essere utile rivolgersi al proprio pediatra e richiedere un intervento di prevenzione, con consigli mirati e accorgimenti da seguire nelle fasi dell’addormentamento e del sonno del bambino. In altre situazioni il disagio psicologico del bambino legato a problemi nell’addormentamento e nel mantenimento del sonno può essere particolarmente intenso e compromettere in modo significativo l’adattamento e la crescita, rendendo necessario un intervento mirato. L’intervento psicologico si realizza, inizialmente, attraverso una comprensione condivisa tra lo psicologo e i genitori delle cause all’origine del disturbo del sonno del bambino e in un successivo cambiamento dei fattori psicologici all’origine del mantenimento del disturbo del sonno, attraverso l’introduzione di comportamenti specifici dei genitori, necessari per ristabilire un adeguato passaggio tra la veglia e il sonno nel bambino. I genitori, per esempio, possono preparare una diario con i comportamenti problematici del bambino durante l'addormentamento e, attraverso la lettura con lo psicologo, trovare modalità specifiche da adottare con il proprio figlio, come rendere l'ambiente più buio o aumentare la temperatura, carezzare o cullare dolcemente il bambino. È utile dare al bambino un orsacchiotto per dormire?
“Il mio bambino dorme tranquillo nel suo lettino solo se tocca un orsacchiotto morbido: devo lasciarlo stare o toglierlo?”.
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Nell’infanzia, i bambini presentano frequentemente difficoltà durante il sonno, come problemi nell’addormentamento e risvegli notturni. Ma cosa fare se il bambino non dorme? E in quali casi si può parlare di un disturbo?

