|
Un piatto mediterraneo di semplice e conviviale natura il Couscous.
Riunisce in sé sapori diversi. Ma è anche capace di unire le
persone, tutte intorno alla tavola. Un cibo
povero considerato come figlio della terra, dell'aria e del
mare.
PIATTO GLOBAL-LOCAL - Semola di grano cotta al
vapore con corredo di verdure, legumi, carne o pesce, aromi e spezie:
ecco gli ingredienti principali del cous cous. Ma quali sono le sue
origini? Antiche, ovviamente.
Con molta probabilità sono i berberi delle valli e delle montagne
del Nord Africa a stabilirne la nascita, utilizzando cereali quali
frumento, orzo, miglio e sorgo impastati con acqua e latte. Poi, è
tutta una storia di andate e ritorni, di viaggi e sconfinamenti. Tanto
che intorno all'anno Mille il cous cous arriva persino in Sicilia, nel
Trapanese.
Insomma, un alimento globale che trova nel locale le sue singole
declinazioni, tenendo conto delle tradizioni di ogni territorio. Ecco
allora che in Marocco lo si preferisce non molto piccante, ingentilito
da dolci spezie quali la cannella; in Tunisia con il pomodoro e la
salsa harissa; e in Algeria il più rustico e semplice possibile.
RADICI AFRICANE
- Ogni piatto ha i propri rituali. E il cous cous non fa certo
eccezione. In tutta l'area del Maghreb, ossia dal Marocco alla Libia,
passando per Algeria e Tunisia, viene servito in un piatto rotondo, dal
quale attingono i commensali, prendendo un boccone di carne o verdura e
formando una pallina con la semola. Gesti conviviali, che esaltano la
natura genuina di questo cibo, consumato principalmente il venerdì a
pranzo, giorno della preghiera collettiva musulmana, ma anche durante
la festa per il ritorno dei pellegrini dalla Mecca. E poi nei
matrimoni, solitamente servito come ultima portata, e nei funerali,
come piatto unico.
CUGINI DI SEMOLA - Spostandosi verso il Medio
Oriente e l'area turco-balcanica, i chicchi di semola assumono
molteplici fogge. E anche nomi differenti. Nella cucina siro-libanese,
i chicchi di grano essiccato e spezzato (burgul), lavati e reidratati
in acqua o succo di agrumi si prestano per insalate di prezzemolo e
pomodori (taboulé) o di ceci, nonché per dare consistenza a carne
cruda, alla tartara, o cotta, sotto forma di polpettine farcite con
pinoli e uvetta. Senza dimenticare che esistono altre varietà di
semola, quali il moghrabbyie libanese, usato in zuppe o minestre, o il maftoul, piatto unico dei beduini giordani.
Di Cristina Viggè
|