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A Torino arriva il kebab tunisino con bagna caôda |
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giovedì 30 aprile 2009 |
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L’innovativa ricetta del kebabbaro Faouzi, il tunisino che celebra matrimoni gastronomici.
TORINO 30/04/2009 - C’è un “kebabbaro” che fa la bagna caôda e la serve con il pane arabo e non con le verdurine del classico piatto piemontese. Faouzi, tunisino di 44 anni, l’ha già sperimentato con successo all’ultimo Salone del Gusto di Slow Food. E quando ha visto che oltre 2.500 persone assaggiavano incuriosite, ha deciso di inserirlo nel menù del suo Kebab di corso Emilia 9.
Dal 2001 ha aperto un locale tutto suo in Borgo Aurora. Ma lavora nelle cucine dei migliori ristoranti torinesi e non solo dal 1987. «Dopo la maturità - racconta - sono venuto in vacanza in Italia. Mio padre voleva che tornassi in Tunisia per continuare gli studi. Ma ho trovato lavoro all’Arcadia come lavapiatti» Peccato, però, che spendesse metà dello stipendio per comprare libri di cucina e, tra il lavaggio di un piatto e una pentola, memorizzava le ricette.
«Quella mattina ero solo in cucina, ho preparato la mousse al
cioccolato. Appena il cuoco ha scoperto che ero stato io a farla mi ha
promosso a chef-pasticcere». Così ha iniziato la sua lunga carriera
dietro i fornelli. «Poi addetto agli antipasti e, allenandomi a
cucinare per il personale (lo chef non lo fa mai), sono passato poi ai
primi».
Ha iniziato così a girare per l’Italia, imparando piatti tipici di
diverse culture. E dopo l’esperienza ai Birilli, il ristorante di
Chiambretti, si è avvicinato alla cucina “economica”. «Ho tenuto corsi
di cucina araba per italiani». Da qui la svolta e l’esigenza di essere
il titolare di un locale tutto suo: il Kebab di corso Emilia 9.
Il Kebab è preparato artigianalmente da lui. È andato a studiarne il
procedimento fino in Germania. «La carne di tacchino mescolata a quella
di vitello è lasciata macerare un giorno con le spezie come avviene per
il brasato piemontese nel vino», spiega. Ma come nasce l’idea della
bagna caôda, che verrà votata anche dal consiglio perchè possa
rientrare nei percorsi eno-gastronomici segnalati dalla Circoscrizione
7? «Si parala tanto dei matrimoni misti, ho pensato di celebrarne uno
gastronomico».
Fonte : cronacaqui
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